Descrizione
Questa raccolta di poesie è composta da alcuni testi scritti nell’inverno del 2023, in un periodo di clausura. Forte dell’esperienza in un monastero della valle Po, scrivo alcuni carmi “laici” con pochissimi riferimenti all’entità divina. Questa è una presa di distanza rispetto ai miei due primi libri, nei quali mi richiamavo spesso a Dio.
Il richiamo agli haiku giapponesi è sempre presente e forte, specie nella seconda parte della raccolta. Non manco di citare uno dei miei registi preferiti, vale a dire Andrej Tarkovsky, al quale dedico i primi due carmi. La successiva parte del libro è un insieme di poesie omogeneo che vuole richiamare rive nostalgiche e atmosfere sfumate. Spesso inserisco delle citazioni in greco e inglese, che vogliono traghettare il lettore in un mondo immaginato prima ancora che vissuto o “vivibile”.
La raccolta mi è particolarmente cara e contiene alcune delle mie poesie preferite. Si tratta di un insieme mellifluo che spazia tra i vari generi della poetica e che porta il lettore in uno spaesamento reale. Il carme decimo in particolare ha una portata mitica non indifferente e un richiamo teologico evidente.
Insieme alla raccolta di poesie viene presentato anche un racconto breve chiamato “L’attesa”. Il tema centrale del racconto è l’esperienza vissuta in clinica da gennaio a marzo 2025, presentato in forma narrativa.
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